Ovvero, il MANIFESTO RIBELLE DELL’HOMO IN MOVIMENTO
(Per chi è stanco di vivere al chiuso, seduto e in linea retta)
1. Noi siamo quelli che rifiutano l’acquario del pesce rosso, la gabbietta del criceto
Viviamo in città che ci vogliono al chiuso, come pesci rossi: Case, auto, uffici, palestre, locali. Una vita intera trascorsa in scatole sempre più sofisticate, sempre più comode, sempre più piccole.
L’Homo Sedentarius accetta tutto questo:
https://tiziano-cinquepassineldestino.blogspot.com/2026/05/homo-sedentarius-mi-spiace-ma-nemmeno.html
Noi No.
Noi siamo gli eretici del movimento. Gli erranti della postura. Gli irregolari della tridimensionalità.
Siamo quelli che dicono basta al vivere in due dimensioni.
“Una comunità che offre una varietà di pratiche di movimento incentrate sull’essere performanti quanto essere espressione artistica attraverso il corpo umano”. (dalle informazioni sul Movimento Generalista)
2. Ribellarsi è un gesto prettamente fisico
La ribellione non è un’idea, è un gesto. È un piede che scivola sul terreno. È una colonna vertebrale che si allunga e si torce. È un respiro che squassa la scatola.
Loro si muovono solo per raggiungere un altro luogo chiuso. Noi ci muoviamo per aprire spazio dentro il corpo.
Loro corrono sul tapis roulant restando fermi. Noi camminiamo nel mondo per ricordarci che esiste.
“Sei una macchina? Allora allenati.
Se invece sei un essere umano, pratica per saperti adattare ai mutamenti e stare in salute” (liberamente tratto da Fighting Monkey)
3. Seduti, compressi, immobili, la postura subita come destino
L’Homo Sedentarius vive seduto: seduto per andare, seduto per lavorare, seduto per mangiare, seduto per riposare, seduto per divertirsi. Poi va in palestra a “fare movimento”, ma sempre agendo dentro lo stesso metro quadro.
Noi rifiutiamo questa caricatura del corpo. Il corpo non è un oggetto da parcheggiare. È un animale. È un paesaggio. È un’onda. E un’onda che come tale non sta mai seduta, non sta mai ferma.
4. La nostra pratica è un atto di disobbedienza
Ogni volta che ci muoviamo davvero, non per consumare calorie, non per imitare un gesto, non per obbedire a un protocollo, non per sfoggiare un fisico alla moda, ma per sentire, per premere, per aprire, per attraversare, stiamo compiendo un atto culturale sovversivo.
La tridimensionalità è la nostra rivoluzione. Il radicamento è la nostra insurrezione. Il respiro è la nostra arma nascosta.
5. Riconquistare lo spazio dentro e fuori
Non ci interessa correre più a lungo. Ci interessa abitare il movimento, farne esperienza.
Non ci interessa diventare più forti. Ci interessa diventare più vivi.
Non ci interessa imitare macchine. Ci interessa ricordarci di essere animali verticali, capaci di spirale, di onda, di torsione, di ascolto.
Il pensiero dominante ci vuole lineari. Noi siamo flessuosi, fluidi, spiraleggianti.
6. Il nostro manifesto è semplice
Rifiutiamo la vita al chiuso.
Rifiutiamo la tirannia del sedile.
Rifiutiamo il movimento imprigionato dentro la gabbietta del criceto.
Riprendiamo il corpo come territorio ribelle.
Riprendiamo lo spazio come diritto naturale.
Riprendiamo il gesto come atto di libertà.
7. Allora, chi siamo ?
Siamo lo Spirito Ribelle, quelli che non accettano di vivere come merci in transito. Siamo quelli che non si assuefanno al respirare aria riciclata. Siamo quelli che non vogliono correre senza andare da nessuna parte.
Siamo quelli che, quando si muovono, spostano il mondo, o, almeno, ci provano.





