La pratica a solo nel Tai Chi Chuan è una danza con l’invisibile. Non c’è musica, eppure ogni gesto è già danza. Non c’è partner, eppure ogni fibra del corpo risponde a un richiamo antico.
Si comincia dal respiro, che apre la porta. Dal terreno, che sostiene e ricorda. Dalla colonna, che muta in un’onda verticale, un’asta che vibra tra cielo e profondità. Ogni movimento origina come un’eco che si dilata: Onda su onda, cerchio su cerchio, un’infinità che si effonde nello spazio e ritorna alla sua sorgente. È un dialogo con il proprio vuoto, con la propria parte Ombra, con la propria luce. È un ascolto che non pretende risposte, solo presenza.
La pratica in coppia, invece, è una danza con il mondo. L’altro diventa specchio, vento contrario, sostegno inaspettato. Ti contrasta quanto ti sostiene, ti amplifica quanto ti contiene. Ti invita a esplorare spirali che non sapevi di avere, onde nascoste sotto la pelle, direzioni che il tuo corpo non aveva ancora osato immaginare.
Nel contatto, scopri che confliggere non è solo scontro, è un modo di conoscersi. E che configgere con un altro non è guerra, è un modo di incontrarsi.
Il Tai Chi Chuan, come praticato allo Spirito Ribelle, mostra il percorso che va dal contrasto alla risonanza, dall’attrito alla relazione, dallo scontro all’incontro. Fino a quella soluzione sottile in cui, passo dopo passo, ti ritrovi individuo intero, entusiasta, vitale, erotico, aperto al mondo come un corpo che ricorda la propria origine fluida.Perché il Tai Chi Chuan, nella sua essenza, non insegna a vincere, insegna a diventare saggiamente permeabili alla vita. E in questa permeabilità, ritrovi l’energia che ti muove, la curiosità che ti guida, la forza che non divide ma unisce.




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