lunedì 5 ottobre 2026

Sanità Mentale e Arti Marziali

 

Arriva la ‘dritta’ giusta di Monica (grazie!) e così eccomi alla presentazione del mese che il Comune di Milano dedica al problema della sanità mentale

MILANO 4MENTAL HEALTH

Poi, sapere che interverrà lo psicanalista Massimo Recalcati … in effetti, pur essendo io lontano dal pensiero di Lacan, di cui Recalcati è il massimo esponente italiano, ogni volta che ne leggo o ascolto le parole qualcosa mi si accende stimolandomi ad ulteriori personali riflessioni e, ovviamente, pratiche di corpo e marziali.

Mi chiedo se, nell’affollata ‘Sala degli Orologi’, dentro la galleria Vittorio Emanuele in piena piazza del Duomo, ci siano atri docenti, Maestri, Sifu di Arti Marziali.

Il tema è davvero centrale per chi pratica e ‘insegna’ un’Arte che ravana a fondo nell’animo umano, che mette sotto sopra la personalità, che spinge ad attraversare l’oscuro lato della lotta per la sopravvivenza (Bujutsu) con l’incerto e per niente scontato fine di entrare nella Via (Budo) dell’individuo coraggioso, l’individuo ‘erotico e vitale’ per citare le parole di uno psichiatra e psicoterapeuta ribelle ed eretico come Massimo Fagioli.

Poi penso alle decine e decine di docenti, Maestri e Sifu di Arti Marziali che ho personalmente conosciuto in cinquant’anni di pratica o di cui leggo le esternazioni sui social e penso di NO.

Ci sono quelli che, onestamente e per loro libera scelta, hanno scelto di trasformare quest’Arte in sport e non avrebbero perciò motivo di esserci.

Ci sono però i molti, i tanti, che cianciano di ‘saggezza’, ‘crescita interiore’ e simili paroloni, di Budo e Via interiore, ma nulla sanno dei fenomeni e processi mentali, fisicoemotivi, sia consci che inconsci, cognitivi ed emotivi, che abitano l’essere umano. Nulla sanno ma si propongono come docenti, Maestri e Sifu e si vendono e vendono quel che insegnano come il “miglioramento delle relazioni tra persone e lo sviluppo armonico di ciascuno” (Aikido); “quest’arte è stata praticata e approfondita storicamente con lo scopo di giungere alla dignità di un saggio” (Karate); “è metodo pedagogico formativo” (Judo). Questa è una breve carrellata tratta da siti on line di propaganda di Scuole / palestre, giusto per non escludere nessuna delle tre principali e più diffuse Arti di origini giapponesi, ma quanto sopra tocca tranquillamente Arti cinesi, coreane, vietnamite.

Dai Tiziano, non essere così pessimista. Oggi qui o comunque domani in altri posti e altre occasioni, voglio pensare ci siano quei docenti, Maestri, Sifu di Arti Marziali pronti ad imparare e ad aggiornarsi per ‘insegnare’ come scrivono: “una nuova consapevolezza di sé in relazione agli altri per vivere meglio e in armonia” (Aikido); “dove si trasmette la conoscenza da maestro ad allievo e il sapere tecnico diventa mezzo per il progresso personale” (Karate); “crescere spiritualmente e mentalmente insieme alla disciplina” (Judo)

Ascolto le parole di Recalcati. Il soggetto fiorisce quando osa mostrarsi, quando lascia che la propria ferita diventi luce.

Un fiorire che deve fare i conti con diversi impedimenti, diverse storture tra cui l’esaltazione del successo individuale portata dall’evaporazione del padre, della Legge, a cui seguono, non necessariamente ma ormai in proporzioni sempre più evidenti:

  • L’eccesso che non tiene conto del limite
  • L’introversione come rottura di ogni legame
  • L’uniformazione, l’omofonia, dove pure gli atti di anticonformismo sono quelli indotti dal ‘potere’
  • Le ristrettezze economiche come habitat del disagio


Nella pratica Spirito Ribelle, questo atto di fioritura, di espressione autentica di sé, si fa corpo. Il baricentro è una brace che non si spegne, mentre il movimento si apre e si gonfia come un vela al vento.

Ogni passo è un primordio, ogni gesto è un patto segreto tra vulnerabilità e forza – eco del movimento marziale che propone di restare mobili senza perdersi, esplorarsi senza scappare, accettare il tentennamento senza scoraggiarsi.

Il Ribelle non rompe, custodisce. Non fugge, danza.

Nella danza ritrova la propria libertà incarnata, una fiamma che non chiede permesso per esistere.

Solamente, pratica. Sempre.

“Scuola è il mondo, non si insegni. Si sperimenti” (G. Pizzigoni)





sabato 3 ottobre 2026

Rotondo, Lineare e... Ribelle


Metti un cerchio. Un anello. Un oggetto rotondo che, di per sé, non ha alcuna fretta di spiegarti cosa vuole essere.

Poi considera la linea centrale, quella tua e quella dell’opponente, quella che ogni marzialista difende come fosse un segreto di famiglia e intende attaccare senza tregua.

E già qui la faccenda si fa curiosa, perché rotondo e linea non sono esattamente i migliori amici.

Anzi, sembrano due concetti che, messi vicini, si guardano circospetti come due sconosciuti in ascensore.

Eppure, qui allo Spirito Ribelle, abbiamo deciso di presentarli.

Non con delicatezza, sia chiaro. Li abbiamo fatti incontrare, scontrare, sudare, discutere, a volte strattonarsi, collaborare.

Perché quando l’immaginazione e la sperimentazione si mettono di traverso, anche le coppie improbabili trovano una parentela.

Così abbiamo liberato dalla naftalina un antico strumento del Wing Chun, l’anello di bambù (che in Italia, pure nelle Scuole di Wing Chun / Wing Tsun pare essere più dimenticato delle chiavi di casa!!).

Lo abbiamo fatto danzare con la gestualità rotonda del Tai Chi Chuan e lo abbiamo fatto ringhiare insieme all’esplosività istintuale del Kenpo Taikiken.

Il risultato?

Un modo originale, fecondo e sorprendentemente efficace, di formarsi alla gestualità marziale tra intelligenza motoria e letalità combattente, tra fluidità e impatto, tra rotondo e linea che finalmente smettono di ignorarsi.

Abbiamo preso un oggetto rotondo e una concezione lineare, li abbiamo estraniati dalle loro abitudini, li abbiamo messi in crisi, li abbiamo costretti a reinventarsi.

E loro, come tutte le coppie che funzionano davvero, hanno iniziato a costruire una storia. Una storia concreta, sperimentale, combattiva. Una storia che cresce incontro dopo incontro, senza mai ripetersi.

Perché sì, rotondo e linea possono costruire una miscela esplosiva.

E qui, allo Spirito Ribelle, abbiamo acceso la miccia.



“La parola singola ‘agisce’ solo quando ne incontra una seconda che la provoca, la costringe a uscire dai binari dell’abitudine, a scoprirsi nuove capacità di significare. Non c’è vita, dove non c’è lotta” (G. Rodari in ‘Grammatica della fantasia’).



venerdì 2 ottobre 2026

Il mio Pensiero di Ottobre

 


C’è un momento del giorno in cui la luce non sa se restare a farmi compagni o scomparire.

In quel fragile varco si inserisce il passo di chi ascolta, di me che pratico Spirito Ribelle.

Tutto intorno a me diviene un’eco che risuona soffuso.

Ogni mio respiro, ogni mio gesto vibra appena, sollecitando piano miti e leggende antichi.

Ed io inanello movenze leggere e chiusure forti, tocchi lievi ed evitamenti rapidi, portando in superficie qualcosa che odora di arcaico.

Un praticare che comprende l’essere fatto di passaggi, di attese, di ricordi sepolti nel passato che rinascono nella veste obbligata del terzo millennio.

“a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione”, scriveva Gianni Rodari. Io ci credo ed offro questo mio sogno - guida a chiunque, con me, pratichi Spirito Ribelle.