Introduzione
Il Tai Chi Chuan, e in genere tutte le Arti Neijia Kung Fu / Naido, sono sovente interpretate come una “meditazione in movimento”: Una sequenza di gesti fluidi che armonizzano corpo, respiro e mente.
L’immaginazione attiva, proposta da Carl Gustav Jung, psichiatra e psicoanalista, è un metodo per dare voce alle immagini interiori, lasciando che esse si manifestino e dialoghino con la coscienza.
Personalmente, grazie anche alla mia formazione professionale in terapia ad indirizzo gestaltico ed alle esperienze corporee in diverse arti di movimento non marziali (1),coniugo le due pratiche suddette. Così, la forma del Tai Chi Chuan, ed in genere la pratica complessiva qui allo Spirito Ribelle, tra Kenpo Taiki Ken e Pa Kwa / Hakkeshou, diventa un teatro vivente dove archetipi e simboli si incarnano nel movimento. Per altro, in questa direzione andava già l’antica e Tradizionale pratica taoista delle Arti Marziali fatta di immagini, miti e figure leggendarie: Sorta di immaginazione attiva ante litteram!! Insomma, niente a che vedere con le vuote ripetizioni corporee che si snocciolano una dopo l’altra ed alle aride teorizzazioni e disquisizioni da ‘supercazzola’ travestite di misticismo che imperano nei vari Kwan, Dojo e palestre che vendono il Tai Chi Chuan e le pratiche sorelle.
La cornice junghiana in breve
Immaginazione attiva: Non è fantasia arbitraria, ma ascolto delle immagini che emergono spontaneamente dall’inconscio.
Archetipi: Figure universali che si presentano come personaggi, paesaggi o forze interiori.
Dialogo: L’immaginazione attiva invita a interagire con queste immagini, non a reprimerle.
Ormai da decenni la ricerca scientifica ha portato alla luce che ogni cellula del corpo è dotata di intelligenza e memoria, che in noi operano non solo la stretta interrelazione tra i diversi sistemi corporei ma anche una ‘mente’ che abita in tutto il corpo e non solo nel cervello. La memoria delle esperienze più consistenti sedimenta nel corpo ed è per questo che mettere in moto la capacità simbolica del corpo è uno straordinario modo per riconnettersi a quei vissuti e ricreare un ponte tra l’evento e il ricordo.
Semplificando, come si svolge l’esperienza? Si chiudono gli occhi, si attiva il ‘respiro profondo’ e ci si mette in ascolto delle proprie sensazioni lasciando che il corpo si muova in modo spontaneo. Lentamente si entra in una dialettica tra il muoversi coscientemente e il lasciarsi muovere da un qualcosa che non si conosce. Gradualmente si riesce a dare forma gestuale ai contenuti dell’inconscio in una continua interazione tra territorio sensorio, emotivo ed immaginale.
In questa tensione dialettica tra il muoversi consapevolmente e il lasciarsi muovere dall’inconscio, immagini ed emozioni prendono forma nel movimento del corpo. La sequenza gestuale diventa l’espressione visibile delle voci interiori. Il corpo diventa strumento e contenitore dell’esperienza, il che porta ad una situazione paradossale. Il fatto che le immagini possano essere fisicamente esperite (è il corpo stesso che le accetta e le origina) porta all’eventualità che si possa essere mossi dall’immagine pur consapevoli di non essere identificati con essa. L’intelligenza del corpo sta nel condurre l’intelletto, altrimenti incapace di esplorare, a coniugare l’immagine esperita sensorialmente nel corpo. L’Io entra attivamente nel dialogo coreografico astenendosi dal giudicare o cassare, lasciandosi invece trasportare dai contenuti della psiche e muovendoli a sua volta.
Sorgono spontanee le domande: Qual è l’emozione che mi anima? Quali sono le immagini corrispondenti a questa o quella emozione? Quali sono le qualità, gli ‘effort’ (2), di movimento che contribuiscono a dare forma a quelle immagini? Le forme del corpo e le immagini psichiche si modellano vicendevolmente le une con le altre.
Quale è la funzione del docente,
Sifu, Sensei?
Al conduttore del gruppo spetta il compito di scegliere su quale terreno muoversi e come. A grandi linee, come ci indicano le pratiche di DMT, questi sono i terreni esplorabili:
movimento primitivo, ogni gesto arcaico, primitivo; un movimento che compare come reazione a stimoli elementari.
movimento ordinario, il movimento di routine che prende forma nel corso dello sviluppo evolutivo per poi stabilizzarsi, costruito sulla base di schemi motori e posturali nella cui formazione gioca un ruolo decisivo l’interazione con l’ambiente.
movimento tecnico, qualsiasi movimento esplicitamente riferibile a una gestualità strutturata o all’aspetto di disciplina / arte che si accompagna ad espressioni artistiche. Il corpo che apprende il movimento tecnico, cioè, si trova a essere osservato, diretto, consapevolmente e volontariamente controllato
movimento creativo, qualsiasi espressione motoria originale che rimetta in contatto con il movimento primitivo e lo faccia riemergere in modo trasformato, in un passaggio cui non è estranea la funzione del movimento tecnico.
Qualche esempio concreto
Praticare Neijia Kung Fu / Naido attingendo all’immaginazione attiva significa trasformare ogni gesto in un simbolo incarnato:
Forma Tai Chi Chuan: All’apertura, immagina di spalancare le porte di un tempio interiore che ancora non conosci. Il gesto di allargare le braccia diventa l’accoglienza di un ospite archetipico del tutto inatteso e foriero di avventure ignote. Le immagini Tradizionali che distinguono ogni gesto lungo la sequenza divengono stimoli su cui confrontare la propria sensibilità, mappe di un percorso energetico, apertura verso un ribaltamento tra figura e sfondo. Per esempio, ‘spazzolare il ginocchio’ è un atto di purificazione, togliendo polvere dalle memorie interiori e confrontandosi con articolazioni che sono simbolo del procedere, del contattare quanto, inginocchiandosi, dell’accettazione di un volere superiore, dominante; ‘mani come nuvole’ rimandano alle mani come principale organo deputato al dare e ricevere, dunque allo scambio comunicativo, bioenergeticamente sono la propaggine della scarica in ciò congiungendosi con il corpo tripartito del Taiki Ken.
Suishou /Mani che premono: Ispirano a un dialogo con una opposizione che ti contrasta, che non è un avversario esterno, ma un aspetto di te che chiede riconoscimento, a un dialogo con chi quotidianamente ti sta accanto e con cui consapevolmente scegli ogni dì di costruire e mantenere una relazione.
Yuri e Neri: Diverse gestualità e traiettorie corporee che si accompagnano a diverse immagini atte a sostenere il respirare, ognuna scatenante forze e direzioni diverse, coinvolgimenti emotivi diversi. (3)
Quali benefici?
Profondità simbolica: Ogni sequenza gestuale non è MAI solo tecnica, ma diventa un rito di trasformazione.
Dialogo interiore: L’immaginazione attiva porta alla luce contenuti inconsci, rimossi,integrandoli nel corpo. E il corpo è SEMPRE il nostro personale manifesto, quello con cui ci presentiamo all’esterno, con cui interagiamo con l’ambiente: Il corpo è matrice di segni.
Organismo omeostatico: La pratica siffatta diviene un ponte tra gesto e immagine, tra conscio e inconscio. Il vivente è organo omeostatico, dove tute le parti stanno in relazione organica e funzionale tra di loro e rispetto al tutto.
Conclusione
Praticare l’immaginazione attiva junghiana coniugandola con il praticare Arti Marziali significa trasformare ogni gesto, ogni sequenza gestuale, in una danza archetipica. Ogni gesto diventa un incontro con un simbolo, un dialogo con l’inconscio, un passo verso l’integrazione del Sé. È un modo per rendere la pratica non solo realmente salutare e meditativa, ma anche profondamente poetica e trasformativa. E’ realmente costruzione dell’individuo guerriero, colui che ‘sta stare nei conflitti’ a partire da quelli personali, interiori e poi quelli con l’ambiente; è realmente un riprendere la Tradizione taoista dell’antica Cina per farne un percorso di crescita.
1. Tra queste, il Metodo Feldenkrais, la Danza Sensibile, Il Laban Movement Analysis, l’Expression Primitive, la Danzamovimentoterapia Espressivo relazionale, il Body Mind Centering.
2. Per Rudolf Laban, danzatore e coreografo, l’effort esprime l’energia cinetica che l’individuo produce in base al peso, allo spazio, al tempo e al flusso.
3. A questo proposito, Martedì 27 Gennaio, nell’abituale incontro settimanale, praticheremo Yuri e Neri sondando le potenzialità dell’immaginazione attiva.






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