domenica 26 giugno 2022

Di vacanze, di aria aperta, di buoni e cattivi sentimenti

Non esistono strade sbagliate; forse strade, quando non era il tempo giusto, prese o lasciate.

Non esiste una strada che ci allontana e nemmeno una che ci avvicina. Si tratta solo di sognare ciò che l’inconscio ci nasconde e poi, con pazienza e una manciata di follia, chi lo vuole su quella strada si incammina.

Non faccio mai sogni di merda, piuttosto a volte sono colori accesi e forti emozioni, altre sono carezze di volti e gesti gentili. Nessuno si dimentica con le mani strette a pugno e gli occhi chiusi, sarà per questo che ricordo nitidamente anche quello che non ho sognato mai, e non c’è nulla che io perda.

Sabato 18 Giugno 2022

Il “Doge”, anziano camper by U.S.A. che mastica rumorosamente i chilometri; muso al vento, lui che spesso è fatto oggetto di attenzioni e ammirati commenti: per forza, lui unico qui in Italia, lui con quella linea vintage che ricorda hippies e canzoni di pace ed amore e feste di massa divenute celebri.

Monica al volante, lei ci tiene; Lupo ad alternarsi tra noi e le chat al cellulare; Kalì, la nostra cagnolina, a russare sul pavimento; ah, sì, ci sono anch’io, pronto e di bellumore.

Non so se è un sogno fatto o uno mai sognato, non so se è l’avventura di un anziano squinternato, certo è che nella vita di camperista ora mi sono inserito. Gli anni dell’adolescenza e della gioventù, in tenda, a far “campeggio libero”, nei boschi o in riva al mare, tra poco autostop, che i capelli lunghi alle spalle e l’aria poco raccomandabile non aiutavano, e tanta motocicletta, in sella al mio Morini 175 quando i mostri giapponesi di grossa cilindrata erano ancora agli albori e salutarsi tra motociclisti era un piacere da dare.

Ma allora si poteva stare in “libera”, in un bosco o sul ciglio della strada, a volte nemmeno con la tenda, solo rintanati nel sacco pelo, senza correre eccessivi rischi, l’unico era quello di essere additato come strambo, come uno spostato. Poi i decenni di adultità seria e persino seriosa. Ci sono voluti il desiderio di Monica e i miei settant’anni per farmi tornare viaggiatore, anche se inevitabilmente invecchiato.

E siamo a San Marino. Decisamente bella nel suo specchiarsi pulito e perfetto dentro al Medioevo. Certo, le ricostruzioni sono così attente e inappuntabili che un po' suonano di finto e stucchevole, come i seni alti e turgidi e rifatti di una cinquantenne che voglia illudersi di attrarre ancora sfoggiando la gioventù di un tempo, e di quel tempo pure il petto.

Non manca una mia incursione in una delle tante coltellerie: Cougar karambit… è mio!! Artiglio feroce ed affilato, mi solletica il desiderio di coinvolgere gli allievi nell’uso di questa infida arma letale. Poi, con Lupo, al “Museo della Tortura”. Percorso inquietante, che tocca lo stomaco. Mi trovo a riflettere, beh certo, sulla cattiveria umana e sul tanto “bene” fatto dalla Chiesa Cattolica per recuperare e convertire nei secoli dell’Inquisizione ogni sorta di digressione, per manifestare odio verso le donne e il femminile, sorta di fiera assetata di sangue che tutto ciò che non controlla allora sbrana. Ma anche, come spesso mi accade, penso a come poche righe, tuttalpiù qualche pagina di storia studiata sui libri, occultino migliaia e migliaia di esseri umani che hanno vissuto giorno dopo giorno, come me, come te che mi leggi, hanno amato ed odiato, hanno allevato figli, sono stati traditi dalla compagna, hanno pianto per un lutto, hanno dormito, hanno fatto quello che io e te facciamo, ma noi lo dimentichiamo, a noi, su quelle pagine, restano solo le guerre, le carestie, le imprese di pochi, come in un’anonima ballata.

Domenica 19 Giugno 2022

Si passa, e ci si ferma, per San Benedetto del Tronto. Qui, grazie all’allievo ed amico Valerio, fondatore del DAO, ho trascorso momenti intensi e felici. Momenti in cui ho condotto stage di formazione marziale intrecciati con momenti conviviali, momenti toccanti ed emozionanti con tanti praticanti ed alcuni sono rimasti amici.

I ricordi mi assalgono: le lanterne, accompagnate da un silenzioso pensiero, lanciate nella notte dopo ore di spada; le chiacchierate che non finivano mai; i Gasshuku, stage estivi ad occupare prati e case dell’agriturismo UNA, solitario ed accogliente; i seminari di “Sapere del Profondo” a scavare di animi e inconfessati sentimenti; Kinnoremma, il rituale di spoliazione che introduce e marchia chi di spada vuole vivere; i pranzi con i piedi nella spiaggia e la scoperta di sempre nuovi locali in cui cibo e bere non deludono mai. Volti e mani, voci e corpi sono bellissimi ricordi che nel petto mi danzano.

Monica, che non ha mai perso i contatti con Simona, una delle anime di quello che fu il DAO, organizza un rapido incontro; con lei c’è Stefano, anche lui uno degli “anziani” che ora è suo marito. Li rivediamo tra abbracci e commozione: un po' la distanza, un po' l’isolamento obbligato dalla pandemia, ci hanno tenuti lontano. E conosciamo Gabriele, bimbetto allegro e vivace, che da meno di un anno si è affacciato alla vita: come mi riempie il cuore, io anziano lui neonato, sfiorargli più volte la mano.

La notte in un’area sosta brutta e spoglia, aria impregnata di smog, senso di trascuratezza; diciamo pure che pulizia ed igiene non le fanno da medaglia.

Ci pensa “La Mimosa”, probabilmente la più golosa pasticceria mai incontrata in vita mia, vero tripudio di paste e dolci, a costruire da subito una mattinata allegra e briosa.

Lunedì 20 Giugno 2022 e a seguire

Eccoci ora al “Camping Oasi Punta Aderci”. Enorme, silenzioso, percorso da alberi ed arbusti disseminati ovunque, e non potrebbe essere altrimenti per una struttura che si affaccia dentro un’oasi naturale, tra spiagge di ciottoli e scogli e cieli aperti.

Certo l’offerta dei servizi si discosta non poco da quanto reclamizzato; sarà che sono tempi difficili anche per loro, ma noi ci adattiamo: la natura a tutto spazio, il mare blu che Monica e Lupo rende felici, il silenzio solo a tratti straziato da un cane isterico ed una bimbetta urlante. Ed io, che tra letture e scrittura e formazione marziale, mi godo ogni lembo di prato.

Solo accanto al camper, che Monica e Lupo seguono il rito degli altri camperisti: ore di sole ad abbronzarsi e qualche rinfrescata, qualche nuotata in acqua a sgranchirsi. Con un mare ed un litorale così, lo capisco appieno, dove per tratti ininterrotti di chilometri di costa stazionano non più di dieci o quindici persone. Altro che il solito mar Adriatico e file di ombrelloni, altro che orde di corpi sgraziati ed ammassati a fare da spettacolo osceno.

Io però, nemmeno da giovane sono stato amante di bagni in mare e sole ad abbronzarmi, piuttosto portato ad isolarmi, solo o con qualcuno che condividesse i miei stessi percorsi d’animo e pensieri.

Sopra di me Il cielo è azzurro come i nomi che tornano alla mente e mi spingono a battere sulla tastiera parole senza pensarle, eppure fatico a starne senza, che la ragione sbanda, oscilla, sono le mani che le stringono fino a credere di toccarle.

So da tempo che l’altro da me è anche il mio specchio relazionale, mi svela; che ciò che definiamo, a sua volta ci definisce. Questo interagire inevitabile, da cui è facile, comodo, scappare per non guardarsi dentro, modella la nostra interiorità e tocca e plasma il nostro e l’altrui rapporto con il corpo, la corporeità, con i significati che gli attribuiamo, anche se lo neghiamo, anche se ci fa paura come ad affrontare una fiera indomabile.

E non cerco alcun riparo, mentre mi costringo ad accettarlo e so che il tempo non l’ha ancora fatto. Così lascio scorrere le ore del pomeriggio: due battute con un vicino anche lui refrattario alle transumanze d’ordinanza, le carezze a Kalì che mugola e sogna qui accanto. Bandito del vento e degli amori, ribelle stanco che fatica a comprendere le vigliaccate dei corpi e dei cuori.

Arriverà una notte intera, una luna fiondata nel cielo, un'altra danza dove sarà impossibile avere i tuoi occhi per vedere chi sono davvero io e chi sei davvero tu. E le giornate vanno avanti, sulla stanchezza del mio petto lucido il coltello e stendo un velo.

Qualche incantevole passeggiata insieme, tra intensi odori di verde e lo sguardo perso entro confini immensi. Poi sono pomeriggi in solitario, seduto davanti al camper, Kalì ai piedi, il deserto di voci attorno. Non c’è molto, non c’è nulla da fare, mentre aspetto che il sole cali per potermi allenare. Solo manate di tempo a sciogliermisi addosso.

E vorrei curare ogni ferita che sanguina anche sapendo di precipitare in una trappola, ed ingoiare ricordi di momenti di corpi ed occhi vicini senza più amore. La fatica inutile di colmare vuoti, allora violento il mio sfogo in questo pomeriggio di vento e sole ed aspetto paziente il tempo di Iron Shirt e forma di Tai Chi Chuan, Hai e Neri che sono anima del Taiki Ken, lo svettare del coltello a fendere l’aria ed immaginari Push Hands, danze di corpo e di combattimento a disegnare un solitario amplesso.

Venerdì 24 Giugno 2022

Di nuovo a San Benedetto del Tronto e … di nuovo un passaggio alla pasticceria Mimosa!!

Poi, mentre Monica e Lupo si danno al sole e al mare, io, su invito del Maestro Valerio, sono al DAO a condurre la lezione di Arti Marziali. Propongo movimenti, esplorazioni di corpo, giochi di sensibilità, sempre intrecciando i gesti di ogni giorno con quelli necessari ad affrontare uno scontro.

Chiudiamo la serata al ristorante. Ad accoglierci c’è Alessio, ex allievo del Maestro Valerio, che mi sorride e mi stringe calorosamente la mano: lui si ricorda di uno stage in cui le mie di mani gli proposero un contatto più vivace sul corpo e sul volto. Erano occasioni in cui confrontarsi per capirsi ed entrare nel mondo del Bujutsu era un affare intenso, forte e sano.

Chiacchiere, cibo ottimo ed abbondante, scivoliamo leggeri tra un vino vivace, un calmo Passerina e un altro bianco di uva Chardonnay e Sauvignon che ci delizia il palato. Cristiana, accanto a Valerio, è davvero bella ed ascoltarla un piacere, Lupo divora di gusto, Monica, così attraente nel suo abitino nero, sorride e se la gode. Serata perfetta, serata di buone sensazioni e gusto frizzante.

La notte ci vede in autostrada, il “Doge” lanciato verso il ritorno, verso Milano.

 













 

 

 

 

 

 

 

 

venerdì 17 giugno 2022

Il gioco, l’allegria, delle rime che insieme danzano a far festa

La passione dentro al petto che non mi fa stare fermo, è un suono ritmato che pulsa e pompa agitando lo schermo.

Spirito Ribelle è il nome sulle maglie, sui volantini e per questo, perché di essere ribelli si tratta, che ogni volta lo confermo.

E’ la cena di fine stagione, un pugno di ribelli, ognuno a modo loro a danzare per dieci mesi la nostra canzone.

Ognuno la interpreta come meglio crede, come meglio sa; nessuno sta fermo a crogiolarsi sugli allori, sulle certezze, sempre invece, come ci ricorda Massimo Fagioli (1), a mettere in primo piano vitalità, erotismo e passione.

L

a mia è una casa piccola, modesta, impreziosita da mobili che vengono d’Oriente, da lame ed acciaio di ogni foggia e soprattutto da una storia di amici a tavola a far festa.

Si mangia, si beve, si chiacchiera di stage passati sulla neve fresca, di notti intere sotto le stelle a tirar di pugni e di coltello fino all’alba, di compagni di pratica che, dal lontano 1980, si sono succeduti prima sotto la bandiera ZNKR poi, quelli rimasti, ad abbracciare lo stendardo Spirito Ribelle, ma sempre una pratica di emozioni e ricerca interiore e non solo manesca.

Gli allievi che sono amici che amo, le risate e le battute salaci; ogni volta, ogni fine stagione ci testimonia che qua restiamo, noi cambiamo, è inevitabile, ma in un modo o nell’altro ancora insieme stiamo.

Non ci arrendiamo, non ci consegniamo a pratiche di ripetizioni di tecniche e copie di modelli (2), a pratiche di scazzottamenti per sfogarsi, perché ogni individuo ha il diritto di trovare la Sua di strada nel mondo ed è per questo che, con le Arti Marziali, Spirito Ribelle pratichiamo, Spirito Ribelle lottiamo.

Basterebbe un attimo di indecisione per andare a fondo e sai quanti attimi pesanti come catene ognuno di noi ha attraversato, anche subìto, ma poi è risalito, perché sono le cadute e gli errori a dirti che sei ancora vivo e, se lo vuoi, puoi farcela e lasci le tue paure sullo sfondo.

La serata volge al termine, il commiato, gli abbracci. Dai ribelli!! La pausa estiva e a Settembre saremo ancora insieme a praticare di evitamenti, percosse, schivate, leve articolari, Iron Shirt, Push Hands, Hai e respirazione profonda e tanto ancora, da uomini adulti in cerca di sé e lontani dalle mode e dai capricci.

Per una strada aperta a tutti, a tutti i cercatori che vogliano fare un tratto di strada insieme, a tutti gli artisti del corpo che nessuna paura, nessuno ostacolo, potrà mai rendere zitti.

 

PS) Nel pomeriggio i diplomi: 2° dan a Giovanni Laurito; 6° dan a Valerio Giordano e a Claudio Morganti.

 

1.     In “Bambino, donna e trasformazione dell’uomo” di Massimo Fagioli, psichiatra e psicoterapeuta.

2.     “Per esempio, la maggior parte delle pratiche didattiche si fonda sull’assunto che lo studente è fondamentalmente un ricevitore, che l’oggetto (“la materia”) da cui si origina lo stimolo è importantissimo, e che lo studente non ha altra scelta se non vedere e capire lo stimolo così come esso “è”. Adesso noi sappiamo che tale assunto è falso”, in “L’insegnamento come attività sovversiva” di Neil Postman, sociologo e professore.