lunedì 19 aprile 2021

Elogio dell’irrequietezza nella quiete

La sera, preludio alla notte nera, mi sanguina la bocca e mi stupisco sempre della gabbia di ricordi che abitano il collegio senza finestre possibili della mia memoria.

In testa non ho un arcobaleno né un rosario certo di convinzioni.

Nel cuore, nel ventre, nemmeno.

Più probabilmente mi abita una luna e anche una stella polare: colei che, suggeriscono i taoisti, saprebbe indicare la Via ad ogni guerriero errante che la terra tutta sa abitare.

 

E se intere generazioni si affacciano su flash mob e podcast di consumo immediato, io, impugnando un katana o danzando sottili forme Tai Chi Chuan, fendendo di coltello l’aria calda o sgusciando guerriero del Kenpo Taiki Ken, rivedo i passi giovanili con un respiro profondo che anticipa la fine.

La fine…che questo è il tempo del massimo sfruttamento, di una razionalità totale che impone di togliere, emarginare tutto quel che è pulsione, che è irrazionale.

 

L’uomo, dunque, che è anche irrazionale, perché l’amore, il sogno, l’immaginazione sono irrazionali.

L’uomo che non è più significante in sé ma per la sua prestazione: importa solo cosa è utile, cosa, a sua volta, produce business, produce affari e a culo ogni erotismo, ogni vitalità, ogni seduzione.

 

Io, invece, procedo, imparo e propongo ad altri di imparare decidendo di non mostrare a priori, di non partire dal modello, dalla tecnica, ma dalla ricerca delle soluzioni; io che offro un apprendimento come problema personale da risolvere e non come un modello generale da replicare. L’ho già scritto: Dalla tecnica non si parte: si scopre.

Io, cosi operando, se da un lato paio conformarmi ai dettami della Tecnica, del massimo sfruttamento: “Raggiungere il massimo degli scopi con l’impiego minimo dei mezzi”, in realtà ne sfondo i dettami, ne sfaldo i confini.

Perché, se è vero che ogni praticante Spirito Ribelle si muove di corpo, sta in salute e, quando abbisogna, mena le mani come pochi sanno fare; che ogni praticante Spirito Ribelle coltiva, col benessere, la qualità intensa che è di pochi del bell’essere, lo fa nel solco di una Tradizione adulta e sapiente che la logica Tecnica nemmeno sa essere esistente.

 

Lo fa attingendo alle personali e profonde risorse di ciascuno, dunque un “impiego minimo di mezzi” ben diverso da quello usuale in ogni branca e arte ed esercizio che alla Tecnica si conforma; impiego “minimo” che è invero “massimo” nell’impegno che ogni Ribelle mette nell’esplorare le sue terre interiori lasciandoci la sua orma.

Lo fa scoprendo che “il massimo degli scopi”, oltre ad essere un “massimo” di grandezza ben elevata, nasconde “scopi” altri, in partenza inaspettati, persino sconosciuti.

Lo fa scoprendo nel mistero del viaggio, nell’entusiasmo del praticare il gusto forte, l’appagamento che, invero, non appaga mai e lo “scopo” passa così in secondo piano come accade di ogni cornice in un’opera d’arte.

 

Certo questa mia non è l’idea reggente, quella su cui poggia il camminare, il praticare di chi a volte è servo ed altre è padrone, scialbo mimo di un pensiero alienante che tutto tende a conformare.

Piuttosto è quell’immobile raffica che ti esige fino all’ultimo, ti chiede un’irrequieta versione e un mai definitivo andare a capo. E lo fa prendendoti tutto, se glielo permetti, mentre ti aggiri dentro il corpo e scopri ciò che resta muto.

 

Gli ignavi inciampano sui ciottoli, i ladri rubano nelle case e dentro le relazioni, per i soldi e la carriera un uomo, una donna, nemmeno si accorgono che arriva la sera; per un capriccio da consumare o un trofeo da esibire un uomo, una donna, nemmeno si provano il loro odore di sterco a coprire.

 

Sta a chi mastica irrequietezza privata, personale, dentro il proprio mondo di quiete atemporale, dentro quel centro di gravità che il cantore cantava “permanente” e che io so, come sfera, essere però mai autoreggente, sta ad ogni Spirito Ribelle questo selvatico ed avventuroso cercare e fare.

Che sono Poteri Potenti, ti piaccia o no.

 



sabato 3 aprile 2021

Come una forza

 

Guerriero anziano, saggio degli errori e delle mancanze, fragile dei saperi e delle esperienze.

Perché il male non è mai là dove appare.

Allora grida forte quel che resta dell’istinto animale, l’unico a starmi accanto, l’unico che conosce il mio animo stanco.

E’ un'arma che so adoperare, quando decido di dare cose agli altri, quando gli altri non decidono di dare cose a me.

E se dentro resto opaco io non mi accontento del 

danno, anche se conosco la profondità di superficie di tutti quelli che incontro e so che non ce l’hanno.

 

Ogni mio gesticolare, ogni mio agire nello spazio è scegliere e collocare accenti ed organizzare frasi, in un sabotare ancora caotico di energie muscolari.

Ogni cosa che confondo per quello che cerco è novità, è poesia di movimenti del corpo nell’ambiente ed oltre, dove immagini evocative sanno portarmi anche quando è sconveniente.

 

Riesco a perdonarmi ogni volta che ci immergo le mani ed il cuore, ma non riesco a dimenticare gli artigli del vigliacco e lo schifo del mentire che porta dolore.

Guerriero anziano, mi prendo cura di me, come mi suggerisce la voce dolce ed i riccioli morbidi, sono gentile con me come lei vuole.

Interrogo il corpo trovandolo là dove danza e combatte un linguaggio simbolico, dove sta e fa spazio a quel sapere vivente che non smette mai di sussurrarmi altri “come” e “quando” in un alternarsi diabolico.

 

Nessuno è un fiore al buio in una serra, nessuno dorme per forza tra le lenzuola poste sulla aspra terra.

Hai solo da scegliere tu chi sei e come sei.

Costa fatica? Perdio, se è vero. Ma vivere è l’unica cosa che hai, che ti resta.

Sono Poteri Potenti, se ti basta.

 





giovedì 25 marzo 2021

Sta a vedere che sono solo fissazioni, o no?

Sta a vedere che sono solo fissazioni…. Sta a vedere che, la storia insegna, usi e costumi e …. “certezze” mutano nei secoli, nei decenni, negli anni, per una serie di concause. Concause che sfuggono ad una unica interpretazione, alla pretesa dotta e saccente di un’unica causa originaria.

 

La realtà è che gli orari dei pasti sono una costruzione culturale e cambiano non solo da un paese all’altro, ma da una classe sociale all’altra e anche da un’epoca all’altra” (A. Barbero)

Infatti, come scrive Barbero, a cavallo tra il 1700 e i primi dell’Ottocento, l’aristocrazia londinese e quella parigina modificarono gli orari dei pasti quotidiani. Il pranzo, all’epoca il pasto fondamentale, venne a consumarsi sempre più tardi, spostandosi fino alle 19.00, accompagnato da una pingue colazione a metà mattinata, e dalla scomparsa della cena serale.

Questa nuova abitudine si diffuse tra le classi medie e si propagò anche in nazioni come la Germania, l’Italia, la Russia, gli Stati Uniti, nel mentre che l’aristocrazia inglese e francese posticipava ulteriormente l’orario del pranzo fino alla sera vera e propria.

Probabilmente, tra le cause che influirono, fu che le classi dirigenti delle due massime potenze mondiali dell’epoca utilizzarono il rito del pasto per rimarcare la disparità rispetto alla borghesia e quella tra capitale e provincia, oltreché tra nazioni moderne e paesi culturalmente arretrati.

Insomma, una specie di gara a … chi ce l’ha più lungo.

 

Perché questo “pistolotto”?

Per introdurre, da un fatto così minuscolo come l’orario dei pasti e come già fatto in altri post su altri argomenti,

- la certezza che il caso non esiste, come diceva Il Sifu del film “Kung fu Panda”, e, prima di lui, pure Carl Gustav Jung;

- il dubbio che esista una ed una sola e accertata origine per un dato evento; che le pretese di scientificità (1) come dogma immutabile (il che, di fatto, contraddice il concetto stesso di “ricerca scientifica”, ma non ditelo ai numerosi scientisti che si credono scienziati o seguaci della scienza) sono, appunto, pretese ridicole e malsane; che lo studio del passato, della storia e della Storia, sia una ottima lente per comprendere il presente e ipotizzare il futuro, prossimo e venturo; che la lotta di classe sia un’invenzione marxiana sepolta con lui; che, per restare ai pasti e al pasteggiare, le nuove discipline o scienze ed i loro seguaci, che so…nutrizionisti e dietologi (!!) siano vati portatori di sacri dogmi; ecc. ecc.

 

Dunque, prova ad applicare l’arte della ricerca, l’arte del dubbio, l’arte del porre domande ovvero la maieutica che fu di Socrate, a qualsiasi argomento od evento che ora ti appassioni, ti coinvolga e guarda che scoperte impensabili incontri, che tue granitiche certezze, magari, vanno a sgretolarsi.

E’ l’arte del guerriero, è lo Spirito Ribelle, caro te che mi stai leggendo.

 

Allora, giusto per provare, facciamolo con lo sport e…… le Arti Marziali.

Hai ma considerato questa possibilità?

Il gioco sportivo è la realizzazione di un sogno inconscio. L’attività ludica – manipolare oggetti, lanciare una palla, contrastare un compagno – si attualizza per mezzo di comportamenti manifesti che nascondono un contenuto latente. Il gioco è l’espressione mascherata dei fantasmi inconsci che ossessionano segretamente il giocatore. Manifesta così dei conflitti interni: i desideri profondi sarebbero spesso intollerabili agli occhi di tutti, ma diventano tollerabili dopo il travestimento ludico, usato dal soggetto come una forma di difesa

(P. Parlebas, sogiologo e professore di educazione fisica)

Io sì.

Infatti mi chiedo sempre, davanti ad ogni nuovo allievo e al di là dei motivi che mi espone sul perché scelga di praticare Arti Marziali, “cosa” stia davvero cercando, “da cosa” stia fuggendo e “come” stia nel varcare la soglia del Dojo.

 

E, a proposito di “caso” che “non esiste”, di ricerca e arte del dubbio il che comporta, inevitabilmente, un percorso mai scevro di errori, cadute e frustrazioni, ti lascio con il quesito se scegliere di

Restare dentro l’armatura delle tue certezze, delle pratiche che conosci e ti rassicurano, della tua convinzione che, fuori di te, sono gli altri a non capire, a sbagliare.

Arrenderti allo scemare della passione, ai piccoli e grandi dolori ed infortuni che costellano i tuoi anni di pratica, al crescere della fatica che, con l’invecchiare, è inversamente proporzionale al crescere della qualità del tuo praticare, alla noia del ripetere ed imitare.

Oppure… “non andartene docile in quella buona notte” (Dylan Thomas) e non smettere mai di cercare, mettendo sempre te al centro dell’opera

del praticare, e non la tecnica, lo stile; e anche quando le congiunzioni ed i pronostici, con gli anni che passano, paiono infiacchirti fisico ed animo, sembrano tutti a te avversi, impegnarti, guardare oltre e lottare, che i tuoi Poteri Potenti sono lì, a portata di mano.

 

 

1. Hai sei minuti di tempo per guardare questo? https://www.youtube.com/watch?v=DyMrT2xz798

Ovvero Francesco Coniglione (già professore ordinario presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Catania in qualità di titolare della cattedra di Storia della Filosofia; oltreché docente di Logica e Filosofia della Scienza e Storia della Scienza) e la sua riflessione su scienza e covid.

Oppure di leggere, ad opera di Silvano Fuso, chimico che si occupa di didattica delle discipline scientifiche e di divulgazione, “La falsa scienza” o “Strafalcioni da Nobel”?







 

 

 

 

 

 

 

mercoledì 24 febbraio 2021

Il corpo e il contatto ai tempi del distanziamento

Tempi di virus dilagante e, secondo le
fonti “ufficiali”, altamente contagioso e ancora pericolosamente letale.

Tempi di governi che definire “democratici” pare un azzardo e connotare come “competenti” azzardo sicuramente lo è. (1)

Tempi di imposizioni a cui, giuste o sbagliate che siano, ovvero capaci di fronteggiare e, se non battere il Covid – 19, almeno ridurne il danno, per dovere costituzionale tutti dobbiamo (o dovremmo) sottostare.

 

Tra queste, spicca il “distanziamento sociale”, ma perché non chiamarlo “distanziamento fisico”? Quello sociale, quella rigidità che frena il passaggio meritocratico da una classe all’altra, da una bassa situazione socioeconomica ad una più alta, vige da anni ed anni, all’interno del nostro sistema capitalistico (2); Ora, invece, si tratta di stare lontani, ognuno al suo posto, fisicamente!!

 

Un distanziamento che logora e ferisce sempre più persone. Queste avvertono il bisogno di luoghi e momenti di confronto, di essere ascoltate e di parlare; anche semplicemente di guardarsi in volto, di potersi avvicinare, di potersi toccare. Si sentono sole. Le più fragili si sentono smarrite, perdute.

La tecnologia, i social, gli incontri on line, non sono la risposta capace di rispondere alla domanda di socialità e riconoscimento e confronto che le rende irrequiete, turbandole nel profondo.

Nulla può sostituire la vicinanza fisica (3), l’incontro. E i danni ora superficiali che questo “distanziamento” porta, saranno danni sostanziali, ferite profonde, che mostreranno la loro perniciosa incidenza negli anni prossimi.

 

Per questo, nei limiti imposti dai diktat governativi, magari tra le pieghe che questi, nella loro insipienza e imbecillità, consentono, è importante recuperare spazi e momenti di vicinanza, di pratica fisicoemotiva.

 

Già in tempi in cui il distanziamento non era imposto, in cui nemmeno si paventava una forma di non – socialità obbligata come quella oggi, praticare di corpo, praticare di corpo tutto (4) era un agire di benessere e bellessere, di ricerca interiore e vitalità indipendente, del tutto in contrapposizione all’ideologia dominante, al sistema socioeconomico e culturale dominante.

Infatti, il capitalismo celebra valori socialmente disgreganti quali individualismo (nella sua duplice veste di individuo valutato in base alla ricchezza accumulata e alla capacità di sfruttamento sulle persone), materialismo, consumismo, edonismo, alienazione, liberalismo (https://appelloalpopolo.it/?p=59285).

La pratica corporea, così come io la intendo e propongo, attraverso la pratica marziale, del confliggere, quanto del Movimento Intuitivo, del Body Counseling, è, per contro, pratica di autodeterminazione e, in egual misura, di relazione; è pratica di vitalità ed erotismo e, in egual misura, di accettazione dei limiti; è pratica di ascolto e condivisione.

Una pratica, dunque, portatrice di valori forti estranei ai comandamenti dello sfruttamento, dell’induzione di sempre nuovi bisogni. Un “Codice Guerriero” che comporta il rispetto dei valori di onestà, lealtà, giustizia, compassione, dovere, coraggio, sincerità, eroismo, onore, gentilezza e cortesia: Non proprio i fondamenti del capitalismo, tantomeno di quello finanziario, e della cultura oggi imperante!!

 

In questa pratica, il Sensei come il Body Counselor e l’Analista Fisicoemotivo, si pongono come obiettivo quello di attivare l'individuo perché riconosca dentro di sé i Poteri Potenti in grado di svelargli la strada da percorrere, come di affrontare gli ostacoli che su di essa incontra, facendo di questi e delle sue resistenze a guardarli negli occhi uno strumento di crescita interiore, di sviluppo verso l’adulto autodiretto, coraggioso, vitale.

Quell’adulto che, pur tra cadute e ripensamenti, ognuno di noi, che non sia già schiavo felice dell’ideologia dominante, anela ad essere.

 

1.      1. Giusto a mò di esempio, ecco

Alcuni politici presenti nell’attuale governo.

Gelmini, responsabile, come chi la precedette e l’ha seguita (tra gli altri, Moratti, Fedeli ed Azzolina) dello sfacelo della Pubblica Istruzione; capace di regalarci un esempio di crassa ignoranza con i neutrini che corrono sottoterra verso la Svizzera. Brunetta, che da ministro riuscì perfettamente ad incarnare il prototipo del bullo, tra promesse di riforma della Pubblica Amministrazione mai compiute o che ne distorcevano e peggioravano la già deludente efficienza e di un prossimo futuro in cui sarebbero spariti i libri di testo sostituiti da una potente informatizzazione (!!). Speranza, l’uomo della inedia e delle scelte improvvisate che non ha saputo impostare alcun piano anti virus, che è però riuscito a mettere l’amico e “monsignore” Vincenzo Paglia a presidente della “Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana”: “monsignor Paglia è un intollerante fautore dell’obbligo di vivere anche in condizioni di fine vita che risultino a chi vi è immerso, tra sofferenza fisiche e psicologiche inaudite, insopportabili” (http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-nomina-di-vincenzo-paglia-da-parte-del-ministro-speranza-e-un-obbrobrio/). Non male per uno che ha fondato e dirige un partito che si definisce di sinistra.

Alcuni dei tecnici presenti nell’attuale governo.

Bianchi, già braccio destro della ministra Azzolina, come a dire che dalla gonna siamo passati ai pantaloni ma il contenuto non cambia; già rettore universitario capace di competere con il mitico Razzi in quanto a litigi con la lingua italiana e già … assessore PD, giusto per capire cosa si intenda per “tecnico”!!

Colao, che come gran capo della “task force” di tecnici super esperti scelti nel governo Conte, per prima cosa pretese l’immunità penale e civile per sé e i suoi tecnocrati e il cui lavoro non ha partorito NULLA; l’uomo che giudicò un successo il trattamento che la UE fece subire alla Grecia.

Non dimentichiamoci del nuovo capo di gabinetto: Antonio Funiciello, autentico trasformista che ricordiamo Veltroniano quando c’era Veltroni, montiano quando c’era Monti, renziano quando c’era Renzi; autore del libro (autobiografico?) “Il politico come cinico. L’arte del governo tra menzogna e spudoratezza”; capace di contrastare politicamente (?!) Chiara Appendino sostenendo che era “bocconiana come Sara Tommasi”: Capito la battuta sessista? Un gentleman, un signore, insomma.

 

2.      2. https://www.startingfinance.com/news/italia-al-34-posto-per-la-mobilita-sociale/

 

3.      3. https://www.quodlibet.it/giorgio-agamben-filosofia-del-contatto

 

4.      4Chi mi conosce ha già avuto modo di condividere nel praticare, se non almeno leggere, cosa io intenda per “abitare corpo”, “esistenza incarnata”: tutt’altra pratica, tutt’altra visione rispetto alle pratiche marziali o ginniche o sportive oggi dominanti, ma anche una profondità ed un rigore che si ritrova solo in alcune pratiche e, dentro a queste, solo in alcuni conduttori di un esiguo numero di Arti e discipline corporee di aiuto e sostegno alla persona.

 

 






venerdì 12 febbraio 2021

Niente paura, nonostante tutto


 

Lo spazio che accoglie il respiro, espandendosi o via via riducendosi,

non si limita a farci respirare meglio o peggio.

Coincide, fino a fondersi, con stati d’animo e atteggiamenti posturali”.

(M Della Pergola)

 

La vita non è mai uno scherzo, va presa sul serio.

Sul serio quando, messo spalle al muro, le mani bloccate dietro la schiena, le parole ti escono vuote e non ti resta che scegliere se cedere fino a dissolverti o tentare la sorte, ribaltare un’impresa sapendo già che non vedrai la vittoria. Forse solo prolungherai il tempo dell’agonia.

E scorri, per come puoi, le mani dentro l’aria, quella stessa aria che ti riempie il ventre, il torace. La senti persino sotto le ascelle.

E inanelli movimenti e giravolte, lenta danza Tai Chi Chuan che si fa impetuosa per un attimo, un attimo solo, prima di tornare alla riva accarezzata da timide onde.

 

Praticare Tai Chi Chuan, Ci Kung, Kenpo Taiki Ken, Kenshindo è Movimento Intuitivo.

E’ Spirito Ribelle.

E’ lo strumento adatto a trasformare il nostro linguaggio abituale, quello di parole e di gesti abitudinari; è il modo che ci permette di fare esperienza diretta, incarnata, corporea, dentro la vita.

E’ una esperienza piena, che ci riempie di dolorosa tenerezza e struggente bellezza. Sentimenti semplici, che continueremo a portarci sempre appresso, nella intimità della nostra anima come nelle espressioni delle nostre relazioni.

Sentimenti che di faranno apparire estranei, fuori moda. Del tutto incongruenti al disastro emotivo e sentimentale che gira tutt’intorno, alle incontinenze che si ergono a pretese; al consumare che è portare al nulla le cose nel tempo più rapido possibile quando, addirittura, non è “consumo senza uso”; all’assenza di ogni risonanza emotiva dei propri comportamenti e mentire è cosa ovvia e naturale in quanto utile a nascondere lo scopo; a fare spallucce per ogni sgarbo e azione vigliacca che tanto non ci si sente mai in colpa e nulla si ha da scusarsi.

 

Eppure in questo, tra dolorosa tenerezza e struggente bellezza, si muove il guerriero. Flessibile anche quando spiaccicato contro il muro, forte e potente anche quando, le mani legate e il cuore avvilito, il corpo danza il potere potente del minuscolo, del piccolo, e chissà che non sappia poi farsi onda gigantesca, bufera inarrestabile. O invincibile sconfitta.

 

 

Soli, o a coppie

Quelli che davvero ti amano

Camminano su e giù fuori dal il muro

Qualcuno mano nella mano

Qualcuno si riunisce in band

I cuori sanguinanti e gli artisti

Resistono

E quando hanno dato tutto ciò che potevano

Alcuni barcollano e cadono

Dopo tutto non è facile

Sbattere il tuo cuore contro uno stupido fottuto

Muro.

(Pink Floyd)

 

 

Il guerriero danza la sua poesia di gesti e movenze in un mondo in cui i bisogni vengono surrettiziamente indotti, i capricci stessi elevati a bisogni. Come un folle disperato lascia dietro di sé le tracce di un cielo vasto di sogni e speranze. Di lotta che si fa quotidiana perché una crepa sbrecci in parte il muro. 

Di Poteri Potenti che sciolgano le mani in un abbraccio.

 

Dicono dei giovani che a loro spetti la magia del mondo, tocchi loro in sorte l’avventura di ogni viaggio.

Io so che pure da anziani, da vecchi, nonostante le ferite e gli acciacchi, i tradimenti e le coltellate al ventre e al cuore, dentro di noi possiamo ritrovare e far crescere i misteri del mondo e le passioni del viaggio.

Vitalità ed erotismo autentico e selvaggio. Umano, molto umano, nonostante tutto.

 

 




 

 

venerdì 29 gennaio 2021

Giochi di mano non sono SEMPRE giochi di villano

Credo che da sempre l’uomo sia sospeso tra una prospettiva del futuro fondata sul desiderio, sull’estensione di ciò che gli piace, ed una fondata sull’incombere del pericolo, di minacce terrificanti.

Questa bilancia vede l’uno o l’altro piatto farsi preponderante a seconda del periodo storico (quadro generale, lo sfondo) e di come in esso si ponga l’individuo stesso (figura emergente).

Questa forbice è presente anche nell’individuo, che ha in sé tanto risorse ed energia interiore che lo indirizzano verso il piacere, il benessere, l’evoluzione, la realizzazione di sé, quanto paure ed incertezze che lo piegano sul versante del pessimismo, dell’immobilismo.

Le stesse relazioni con gli altri sono fonte di sostegno e piacere quanto attività tortuose e portatrici di malessere e queste opposte caratteristiche, a volte, sono intrinsecamente legate nella medesima relazione.

 

La pratica delle Arti Marziali, di contatto, quando fatta correttamente e coerentemente con i suoi principi (1), aiuta l’individuo a cogliere “quello” che c’è e “come” c’è nella sua vita: Quello che si presenta come piacevole e funzionale ai suoi desideri e quello che si presenta come ostacolo e minaccia alla loro realizzazione.

Il lavoro in coppia, le pratiche di formazione al combattimento quali i giochi di pressione e rilascio, di scambio delle mani, di combattimento sensibile, sia nella versione antica di Tai Chi Chuan, Kali, Taiki Ken, Wing Chun, sia in versioni moderne proprie dello Yoseikan Budo, (2) sono un utile e proficuo strumento per districarsi in questo nodo apparentemente irrisolvibile se non con un taglio.

In particolare, questi giochi di coppia mostrano all’individuo come

le stesse difficoltà, le minacce, gli ostacoli, le “resistenze”, possano essere autentiche risorse sulla strada della realizzazione. (3)

Proprio così: Ciò che gli appare oscuro, minaccioso, ciò che si frappone alla realizzazione, è un’occasione, un’energia inascoltata, disattesa, capace di evolversi in sostegno, in slancio verso la realizzazione medesima.

 

La pratica in coppia, che è ascolto di sé quanto di chi, in quel momento, gli si oppone, aiuta a comprendere e valorizzare chi egli è, come è, come agisce e si relaziona nella propria vita anche in rapporto a ciò che la vita gli para davanti

Coltivare “quello che c’è” e “come c’è”, significa prenderne contatto, sentirlo, riconoscerlo, accoglierlo e dargli un valore, un significato di senso: Ciò diviene fonte di nutrimento per sé e per la propria maturazione adulta.

La stessa opposizione del compagno di giochi, di esercizi, quanto più potente, più pressante, non solo gli rivela i suoi punti di forza e quelli di debolezza, ma anche gli mostra, nella sua forza didattica di spinta alla risoluzione della crisi, della difficoltà, l’importanza della comunione delle reciproche risorse e scarsità per stare bene, stare meglio.

 

Questa è la fondamentale azione di aiuto nella pratica delle Arti Marziali che, seguendo la Tradizione, (4) utilizzano il Bujutsu, lo scontrarsi e il lottare per la sopravvivenza, come strumento per accedere e camminare nel Budo, la Via di crescita etica, di vitalità ed erotismo che forma ogni individuo adulto, equilibrato, coraggioso ed autodeterminato: Sorta di potente counseling fisicoemotivo.

 

Quando poi riflettiamo, con il pensiero taoista, sulla relazione indissolubile tra micro e macro cosmo, sull’armonia degli opposti o, per dirla con Karl Gustav Jung, su come tutti gli eventi collettivi non siano altro che rappresentazioni delle energie psichiche presenti negli individui (5), comprendiamo come, nel nostro piccolo, riconoscere ed affrontare i nostri malesseri, la nostra parte Ombra, è importante contributo al superamento di crisi e malesseri della vita collettiva in tutto il mondo.

Poteri Potenti in ciascuno di noi, perché siano Poteri Potenti per un mondo (forse) migliore.

 




 Il 1. "Il Principio Guerriero in sé rappresenta, essenzialmente, la capacità di vivere la vita trionfando sulla morte, ponendo le proprie capacità al servizio dell’umanità” (Om Oskraham & Halladhah Hanahit”)

Non ci sono competizioni nell’Arte della Guerra. Un vero guerriero è invincibile perché non compete contro nulla. Vincere significa sconfigger la mente conflittuale che si annida dentro di noi” (Morihei Ueshiba, fondatore dell’Aikido).

 

.     2"il “randori d’entrade”, dove vince solo chi meglio collabora con l’altro, meglio scambia risorse e scarsità, meglio ascolta le proposte lottatorie dell'altro ed esprimere liberamente le proprie” (T. Santambrogio ibidem 27.05.2013)

 

3.      3A differenza delle terapie corporee che tentano di vincere la resistenza e le difese, l'approccio della Gestalt mira ad integrare le parti del sé, piuttosto che a far sì che una parte domini sull'altra” (James K. Kepner, psicologo)

 

4.    4.  Ragionando in questo modo possiamo formulare la seguente proposizione: se il Bujiutsu è l’arte della massima efficacia nell’uso dell’energia al fine dell’attacco – difesa, quella sua parte che persegue il miglioramento fisico prenderà il nome di ‘educazione fisica’, mentre l’altra che mira al perfezionamento della mente e della virtù si chiamerà ‘educazione mentale e morale’

” (Jigoro Kano, fondatore del Judo. Marzo 1926)

 

5.      Se non riconosciamo la nostra parte omicida, accadranno all'esterno guerre e omicidi. Se non riconosciamo la parte perversa e manipolativa dentro di noi, vi saranno uomini "incaricati" dall'inconscio collettivo di mettere in atto perversioni e manipolazioni. Se non riconosciamo la brama feroce di potere dentro di noi, il mondo sarà dominato da una feroce brama di potere. Se non riconosciamo i diavoli che abitano dentro di noi, il mondo sarà popolato da diavoli. È la cura che l'inconscio collettivo fornisce per la nostra mancanza di consapevolezza: fino a che non riconosceremo il male dentro di noi, è un bene che accadano simili cose all'esterno” (A. Baccaglini, scrittore)