Una
vita al chiuso:
Antropologia
ironica
dell’Homo Sedentarius
C’è
una specie umana molto diffusa nelle città contemporanee: l’Homo
Sedentarius.
È ovunque, ma soprattutto dentro.
Dentro case, dentro mezzi di
trasporto,
dentro uffici, dentro
palestre,
dentro locali. Una creatura che ha fatto dell’aria chiusa
e / o
condizionata il suo habitat naturale e del sedile il suo scranno
evolutivo.
Capitolo
1 — Il grande viaggio, dal letto alla sedia (passando per un
sedile)
L’Homo
Sedentarius inizia la giornata dormendo
al chiuso,
perché l’aria aperta è sopravvalutata e poi ci sono gli insetti,
il vento, la vita. Si sveglia, si veste e affronta il primo rituale
quotidiano che
è
raggiungere
un altro luogo chiuso.
Come?
Ovviamente seduto.
In
auto, in scooter, in metro, in tram, in bus, l’importante è che ci
sia un sedile. Sui
mezzi pubblici, sgomita per
raggiungerlo
e lì accovacciarsi ripiegato su se stesso in perfetta cifosi dorsale
(la gobba!!) dentro lo schermo di un cellulare;
nel
malaugurato caso non
lo raggiunga,
si irrigidisce in piedi come un palo
umano, pressato tra altri pali
umani, tutti impegnati a non muoversi.
Capitolo
2 — Il lavoro, l’arte antica dello stare fermi
Arrivato
in ufficio o a scuola, l’Homo Sedentarius si dedica alla sua
attività principale: Stare
seduto.
Ore e ore di immobilità creativa, interrotta solo da brevi
spostamenti verso altri luoghi chiusi, che
siano la
mensa, la sala riunioni, il bagno, il
corner con i distributori automatici.
Il
corpo, nel frattempo, dimentica progressivamente
di essere stato progettato per muoversi nello spazio tridimensionale.
Ma non importa, tanto
poi andrà in
palestra.
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| Se fosse possibile, pur di non camminare, parcheggerebbero DENTRO !! |
Capitolo
3 — La palestra, il movimento... immobile
Conclusa
la giornata, l’Homo Sedentarius affronta un nuovo spostamento.
Ovviamente
come? Seduto,
verso un altro luogo chiuso.
La
palestra. Il tempio del movimento. Il santuario del dinamismo. Il
regno dell’energia. La
fabbrica della salute e dello stare bene. O no?
Perché
lì
si corre fermi,
si
cammina fermi,
si
arranca
sui pedali
fermi,
si
sollevano pesi, ma
senza
andare mai
da nessuna parte, senza
raggiungere mai nessun altro luogo.
Il
tutto dentro
lo
stesso metro quadro, con la stessa aria riciclata, sotto la stessa
luce artificiale. Un trionfo di movimento
... statico.
Persino
la pausa caffè o bibita energetica la consuma al bar dentro
la palestra.
Capitolo
4 — Il tempo libero, l’uscita che non esce
Dopo
la palestra, l’Homo Sedentarius si concede un aperitivo. Indovina
dove? Al chiuso. Poi magari va a ballare. Al chiuso. Poi torna a
casa. Al chiuso. Sempre
spostandosi con le chiappe su un sedile!!
Una
vita intera trascorsa come un pesce rosso,
sempre dentro un acquario, o
come
un criceto in gabbia, lì
dove
tutto avviene: Mangiare, dormire, correre, dentro le solite sbarre.
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| L'immancabile accessorio per una vita di ... movimento |
Capitolo
5 — Tecnologia, l’alleata del
non agire
L’Homo
Sedentarius non sale
e scende
le scale, ci sono scale mobili ed
ascensori.
Non porta le valigie o
le borse della spesa,
c’è il trolley o
il carrello.
Non si alza dal divano, c’è il telecomando e,
per i più ‘evoluti’, c’è Alexa.
Non apre la finestra, c’è il climatizzatore. Non cammina e
se si picca di essere un ecologista
inforca
il monopattino, rigorosamente
elettrico.
Quando
il medico gli comunica:
«Deve fare più movimento» lui annuisce, giustamente
preoccupato,
e corre subito in palestra… per correre
senza andare da nessuna parte.
Conclusione
— Una specie in via di… stasi
L’Homo
Sedentarius vive in un mondo pieno di spazi, ma li attraversa come un
fantasma, senza toccarli, senza sentirli, senza
gustarli, ovvero
senza
abitarli davvero,
chiuso,
isolato dentro cuffiette e schermo del cellulare.
È un essere nato
e progettato
tridimensionale che vive in due dimensioni: seduto
e al
chiuso.
Forse
un giorno scoprirà che il corpo è progettato
per muoversi nello spazio, non solo nel tempo. Forse un giorno uscirà
davvero. Forse. Sì
ma
non oggi, oggi piove, c’è traffico, e poi… c’è il tapis
roulant dentro
casa ed i pesi nel ripostiglio!!
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| Tranquilli, anche dopo mezz'ora la trovate qui, al solito posto!! |
Nei
prossimi giorni:
Mi
spiace, ma nemmeno
tanto, per loro e,
soprattutto, NOI non siamo ridotti così.
Parte
2
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| Il percorso uguale per tutte e tutti, ovvero la filosofia del protocollo |