domenica 5 luglio 2026

La ‘bufala’ della camminata Tai Chi

 

Da qualche anno spopola la camminata Tai Chi Chuan. La vedi proposta ovunque: Nei parchi, nei corsi improvvisati, nei video motivazionali che promettono illuminazioni a... passo di lumaca, persino come allenamento per ridurre il girovita: Piccole e piccoli Wanna Marchi crescono!!. Ed io, osservando, non posso fare a meno di chiedermi:

Ma chi la insegna… sa davvero cosa sta facendo? O pensa forse che basti rallentare, inspirare, espirare e dondolare un po’ le braccia per trasformare una passeggiata in un rito taoista?

Confidiamo di no, dai. Confidiamo che questi Maestri, Sifu, istruttori e improvvisati guru del “cammina lento che ti passa” conoscano almeno le fondamenta di ciò che stanno maneggiando.

I quattro pesi: Non proprio quattro umori di un giorno andato male

Perché la camminata Tai Chi Chuan non è un “vai piano e ascolta il respiro”. È un’arte sottile, che si regge su quattro qualità del peso: Leggero, pesante, forte, collassato, che non sono stati d’animo, ma modalità di stare nel mondo e nelle relazioni.

  • Il peso leggero non è “cammino sulle nuvole”,
  • il peso pesante non è “oggi mi sento un macigno”,
  • il peso forte non è “stringo i denti e vado”,
  • il peso collassato non è “mi trascino verso il venerdì”.

Sono architetture interne, equilibri dinamici, alchimie corporee che richiedono studio, pratica, ascolto e una buona dose di umiltà per cogliere le diverse sfumature di percezione e sensazione viscerale.


La coniunctio oppositorum, ovvero l’arte di affondare mentre ti sollevi

Chi insegna la camminata Tai Chi Chuan dovrebbe conoscere e incarnare la coniunctio oppositorum, quella sapienza antica che unisce gli opposti senza confonderli.

Nel Tai Chi Chuan significa affondare di corpo mentre ti sollevi, cedere mentre avanzi, radicarti mentre voli. Significa “Cammina su un letto di foglie senza suscitare alcun rumore” o, come incita spesso il mio Maestro Xia Chao Zen: “Non rompere uova!!”.

È un paradosso? Certo. Ma è proprio lì che nasce la magia, nel punto in cui il corpo scopre che può essere due cose insieme e che la forza non è mai un monolite, ma un dialogo intenso.

I cinque elementi: Una bussola per camminare in tutte le direzioni

La camminata Tai Chi Chuan non procede solo avanti. Si espande, ruota, devia, ritorna, si apre e si chiude come un respiro cosmico.

Ogni direzione è un elemento:

  • Legno che spinge,
  • Fuoco che sale,
  • Terra che accoglie,
  • Metallo che taglia,
  • Acqua che scorre.

Chi insegna questa pratica dovrebbe saperlo che non si cammina nello spazio, si cammina nel ciclo della trasformazione.

I tre piani del movimento: Orizzontale, verticale, sagittale

Poi c’è la geografia emotiva del corpo. Perché ogni piano, orizzontale, verticale, sagittale, porta con sé un mondo affettivo diverso.

  • L’orizzontale apre, accoglie, abbraccia.
  • Il verticale eleva, sfida, ordina.
  • Il sagittale attraversa, penetra, decide.

Chi conduce una camminata Tai Chi Chuan dovrebbe saperlo, non stai solo muovendo un corpo, stai muovendo un’intera biografia emotiva. Muoversi e sentire autenticamente, dunque non in base ai dettami della meccanica asettica pretesa uguale per tutti, conduce a quel silenzio degli occhi che sa vedere oltre l’apparenza quella che è l’autenticità profonda dell’essere.


Il corpo che pensa, il corpo che diviene

Come scrive Sergio Gaiffi: “non solo l’intelligenza si plasma (omissis) ma si forma anche via via la sensazione della propria identità, la vita degli affetti, la coscienza di sé”. (Corpo educazione e salute)

E allora sì, certamente ma solo così, la camminata Tai Chi Chuan è un tesoro. Un tesoro vero. Un laboratorio di trasformazione, di identità, di presenza.

E allora sì, saperlo o non saperlo fa tutta la differenza!!

Perché se chi insegna non conosce tutto questo, se riduce la camminata Tai Chi Chuan a una ginnastica lenta, a un esercizietto simil zen da aperitivo, ad un superficiale rito New Age, o, all’opposto, ad un misterioso rito sciamanico che, per altro, gestisce con la stessa competenza dell’apprendista stregone di disneyana memoria, allora sì, c’è un problema e pure grosso.

Un problema fatto di:

  • ignoranza travestita da saggezza,
  • narcisismo in abiti di lino,
  • tanta, tanta voglia di far soldi sui malcapitati, in perfetto stile televendita,
  • e un tesoro sprecato, banalizzato, svuotato.

Allora, camminare sì, ma con consapevolezza, praticando l’intelligenza corporeo – cinestetica, affidandosi al sé fisicoemotivo, costruendo una coscienza sensibile.

In sé il movimento non è educativo, nel senso della formazione globale della persona, lo diventa quando è utilizzato per sviluppare e realizzare la personalità e quando è voluto, sentito, precisato, controllato a questo scopo” (A.G.A. Naccari ‘Persona e movimento’).

La camminata Tai Chi Chuan è una pratica artistica. Un rito. Un’andragogia / pedagogia del corpo e dell’anima. Un modo per diventare più umani, non più lenti.

Che chi la insegna sappia cosa sta maneggiando. Che chi la pratica senta la profondità di ciò che accade. Che nessuno scambi un passo lento per un passo consapevole.

Perché nel Tai Chi Chuan, come nella vita, non conta quanto piano vai, ma quanto profondamente ti muovi.

La forza del Tai Chi è come seta che si srotola: continua, morbida, ininterrotta.” ( Chen Xin)





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