Con Monica e Piero stiamo entrando a Palazzo Reale, ci attende
The Breach. Il muro rompe il silenzio
Nella mostra di Paolo Troilo, ex pubblicitario, da un ventennio pittore ormai affermato, vengo subito preso da figure che paiono scolpite in pittura, sono anime che sbucano in primo piano tra vene rigonfie, volti deformati da una tensione primordiale, corpi michelangioleschi contratti in un urlo che è insieme liberazione e dolore. Eppure, dentro questa furia anatomica, c’è un’immediatezza che mi spiazza, un magnetismo che attrae e insieme turba, che impone silenzio mentre l’occhio segue i chiaroscuri, i movimenti, lo slancio vitale e primitivo delle forme.
In questo spazio sospeso, la mia pratica marziale trova un’eco naturale. Come nelle opere di Troilo, anche nelle Arti Marziali il corpo è un ingresso perché non solo tecnica, ma rivelazione. Ogni gesto marziale diventa un chiaroscuro, il respiro una fenditura, la postura un urlo che non ambisce alla vittoria ma alla conoscenza più remota e profonda. Entrambi, pittura e pratica marziale, spronano l’uomo a esporsi, a crescere, a incontrare la propria intensità senza tentennare e con coraggio.
La mostra diventa così un Dojo, un luogo in cui l’umano si riconosce vulnerabile ma potente, in cammino attraverso passione e sofferenza. Un cammino verso il l’erotico e il vitale.
Milano – Palazzo Reale
18 giugno – 13 settembre 2026

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