Improvviso pomeriggio di caldo sole, in una pigra giornata autunnale. Sono appena uscito dalla biblioteca comunale e sfoglio le prime pagine di una raccolta di poesie di Michel Hollebecq. Autore controverso, il cui romanzo ‘Sottomissione’, in cui immagina la democratica ascesa al potere in Francia di un partito islamico, ha scandalizzato il bel mondo intellettuale, qui si cimenta nella poesia.
E leggo “Una forza diventa movimento non appena entra in atto e si sviluppa nella durata”. Rapide e colorite immagini di gesti marziali arrivano. Uno sgranarsi di gesti così come si sono evoluti nella storia mia e del mio insegnamento, dallo Z.N.K.R. a quello che ora è il clan Spirito Ribelle.
Perché nella mia pratica marziale, tra Tai Chi Chuan e Kenpo Taikiken, questa lucida poesia si incarna: La forza non esplode, matura. Diventa onda che avanza e retrocede, spirale che si avvita nel corpo simile ad una intuizione che prende forma e si trans - forma.
Ogni gesto nasce da un punto quieto, poi si propaga. Dapprima una vibrazione (credo il Maestro Tokitsu le chiamasse donchu), poi un’onda, poi una curva che ritorna su se stessa. La durata è ciò che permette alla forza di trasformarsi, di non essere semplice urto ma continuità. Così il movimento ondulatorio diventa una invocazione dinamica e la spirale una memoria che si rinnova.
In questo fluire, la forza non prevale piuttosto si lascia portare, come un’eco che trova la propria strada nel corpo. E da lì pervade lo spazio tutt’attorno.
Il Maestro Xia Chao Zen, ad ogni incontro, mi parla sempre di Terra / Cielo, invitandomi a toccare il cielo, ad invadere lo spazio. Oltre il mio corpo, oltre me.
Il mio percorso, lungo quel Tai Chi Chuan Spirito Ribelle, che io ho chiamato de ‘La Grande Onda’, continua ogni giorno, ogni giorno si esplora sempre più nel profondo e si offre ad altri viandanti, ad occhi e cuori curiosi di sé e del mondo.
Qualcun altro vuole affiancarsi, vuole entrare nel clan?

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