La bellezza profonda del movimento intuitivo
Nella pratica delle Arti Marziali, almeno come intese qui allo Spirito Ribelle, ogni gesto va ben oltre la tecnica: E’ una porta che si apre dentro il mondo interiore. Formarsi a guardare i propri impulsi, a riconoscerli senza alcun giudizio, significa imparare a dare loro forma nel movimento. A volte è il corpo che guida, lasciando che dal fluire originino sensazioni e immagini inaspettate. In questo dialogo tra impulso e gesto, tra ascolto e azione, si affina la capacità di incontrare il proprio paesaggio interiore con sempre maggiore profondità e articolazione.
Il movimento diventa così specchio e rivelazione. Non si tratta di perseguire un’estetica esterna, di compiacere uno stile dato o lo sguardo altrui: L'autentica bellezza si manifesta quando l’obiettivo non è estetico, ma intimo. È proprio allora che ciò che si comunica è autentico, perché nasce da se stessi e non da un modello imposto.
Se, per esempio, apprezzo le capacità ginniche e di coordinazione motoria di una esponente della ginnastica artistica, ammetto che le sue esibizioni emozionalmente non mi danno nulla, non mi rivelano nulla del mondo interiore dell’atleta. Figuriamoci, allora, se mi posso appassionare (passione: “Inclinazione vivissima, forte interesse, trasporto per qualche cosa” in Enciclopedia Treccani) per le forme kata / tao lu di una qualsiasi Arte Marziale, tanto più quando esplicitamente ridotta da espressione artistica a competizione sportiva, pratica da punteggio numerico!!
Formarsi a riconoscere i propri impulsi e lasciarli esprimere nel gesto significa imparare ad ascoltare il proprio mondo interiore. Significa, questo sì, Budo: Via di crescita e trasformazione, terapia fisicoemotiva. Perché la bellezza nasce proprio quando non si cerca di apparire, allora ciò che si comunica è autentico, dunque vero.
L’intensa bellezza che così emerge non è ornamento, ma verità. È la grazia di un gesto che porta con sé la sincerità di chi lo compie. È la poesia di un corpo che non imita, non recita, ma si lascia attraversare da ciò che sente.
Le Arti Marziali, almeno come intese qui allo Spirito Ribelle, sotto questa luce, divengono un percorso di rivelazione: Una pratica artistica che non cerca di mostrare, di esibire, ma di essere. Ogni spostamento, ogni respiro, ogni rotazione è un frammento di dialogo con il proprio mondo interno. E quando questo dialogo si fa limpido, ciò che appare all’esterno è bellezza pura, perché è bellezza autentica, che non mente.
Ecco che raccomando a chi mi accompagna in questo percorso, già ZNKR ed ora Spirito Ribelle, di non imitare tanto quanto non inventare. Piuttosto
“Non cercare di apparire: lascia che il gesto ti riveli.”
Con questo spirito pratichiamo le forme allo Spirito Ribelle.


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