lunedì 5 settembre 2016

Cultura di combattimento


Noi pratichiamo in un Dojo: “Luogo dove si insegna la Via”.

Purtroppo, Dojo è parola, per ovvie ragioni, sconosciuta ai più. Allora, nel parlare quotidiano, uso “palestra”, che, però, è “locale chiuso e coperto, fornito di attrezzi ginnici” (Dizionario Sabatini Coletti). Lo stesso significato etimologico si legge come “Luogo in cui gli antichi si esercitavano alla lotta”.

Non mi piace palestra, riferito a ciò che facciamo noi.
Perché Dojo, e per estensione ovunque noi pratichiamo le nostre Arti di combattimento, è ambiente di apprendimento e formazione.
Ovvero, spazio di incontro di corpi; contatto fisicoemotivo; relazioni emotive; emos – azioni in dialogo costante con l’istinto di morte, l’istinto di sopravvivenza; danza mortale di braccia e gambe; materia dolce e letale che si manifesta attraverso il movimento; cultura comunicativa antagonista non verbale.

E’ in un Dojo che la formazione, il percorso attraverso i misteri di ognuno, si realizza tra corpi e attraverso i corpi intesi come sé fisicoemotivo.
Saperi corporei fisicoemotivi, relazionali, a contatto con sé e con gli altri. Paura e coraggio, brividi sulla pelle, pupille a dilatarsi, stomaco che si serra. Amaro naufragare dentro la propria Ombra, mentre la saliva sale nella bocca. Passaggio incerto dentro un mondo fragile che, poi, si scopre forte. Sorrisi aperti di maschi e femmine alla scoperta di sé, dell’essere vulnerabile come potente forma di coraggio ed audacia. Stupore ed incanto, sulle mani e nel cuore. Vitalità gioiosa e selvaggia.

Il Dojo, “Luogo dove si insegna la Via”, arena di un rito antico, letto con le immagini del terzo millennio, in cui ognuno ridefinisca la sua identità, penetri da protagonista nel ritmo della vita.
Il nostro Dojo, il nostro praticare le Arti del combattimento.

 

“I nemici più grandi, e che dobbiamo principalmente combattere, sono dentro noi stessi”
(M. de Cervantes)

 
Post illustrato con foto scattate gli ultimi giorni di vacanza settembrina, in quel di Bassano del Grappa.

 



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