Mi infiacchisco piegato dallo scarno vento che mi trasporta qua e là, del tutto simile ad uno straccio umido, bagnato.
Fatico a riconoscere la mia forza e la mia vitalità,
vacilla persino l’umile fierezza che mi faceva fondare su una passione
intransigente.
Poi mi rendo conto che, prima o poi, lo scorrere del tempo,
l’avanzare degli anni, presenta il conto a tutti, nessuno escluso. Ed il mio,
invero, non è nemmeno così “salato” come è toccato ad altri.
Non ho mai amato Alessandro Manzoni. Mi sono sempre chiesto
il perché de “I promessi sposi” imposto a scuola: Romanzo probabilmente buono
per imparare a maneggiare gli aggettivi, ma completamente abitato dalla Divina
Provvidenza per cui ogni disgrazia comunque opera a fin di bene ed il lieto
fine sempre trionferà.
Al di là di ogni considerazione politica, che credo mai
debba inficiare il valore o meno di un’opera d’arte, oggi mi sento più vicino
al Fato verghiano (1) dunque alla realtà cruda della vita e della natura
ed ai decreti inesorabili del destino il quale lascia ben poco margine alla
libertà umana e alla possibilità di manipolare il futuro. Una visione che
ricorda quel filone del pensiero asiatico che si riconosce nell’affermazione di
Chuang Tzu, taoista, 369 – 286 a. C.: “Le gambe delle oche sono corte ma se
tentiamo di allungarle, l’oca soffrirà”
La curva dei miei occhi lambisce il mio cuore, il mio
respiro. E’ un girotondo di danza e di gentilezza. Colgo il momento di
accogliere ed accettare questa sosta forzata. Ancora dico no con la testa ma è
un sì col cuore.
Sì alla cura servita dalla medicina allopatica, sì al
riposo totale, sì a quella che sarà una ripresa lenta lenta e, confido,
progressiva.
Un pezzo di salute si è allontanato e ora si prende un
altro amante, niente di grave ed io resto qui a ricostruire un terreno fertile
perché lei torni ad abbracciarmi.
Lo Spirito Ribelle va avanti, sempre e comunque, con
il contributo dei partecipanti che continueranno a trovarsi e a formarsi ogni
Martedì, in quell’accogliente Dojo all’aperto che sono i giardini Marcello
Candia, ed è anche a loro, ai praticanti ed amici che vivono Spirito Ribelle,
che devo una buona cura, un buon riposo ed un gran buon rientro, tra un mese o
due. Spero.
1. Giovanni Verga (1840 – 1922), scrittore e senatore, approvò
le manovre repressive del generale Bava Beccaris durante i moti del 1898, la
politica autoritaria e colonialista del presidente del consiglio Francesco
Crispi, il nascere del movimento fascista.
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