Ovvero, il movimento tridimensionale come cuore silenzioso e pulsante di un
autentico Tai Chi Chuan
Nell’autentico Tai Chi Chuan il movimento non è mai una linea, mai un gesto isolato: E’ volume. Ogni movenza, ogni spirale, ogni apertura origina da un corpo che si muove nello spazio come una sfera che respira. La tridimensionalità non è un abbellimento tecnico, è la condizione perché il gesto sia naturale, sia vivo.
Il praticante impara a muoversi in avanti e indietro, ma anche in alto e in basso, e, soprattutto, dentro e fuori. Ogni direzione è una porta, ogni porta un modo diverso di ascoltare ed agire. Quando il corpo si apre nello spazio, il movimento non è più il comando di una mente astratta, distaccata, è invece dialogo fisicoemotivo con la gravità, con l’asse, con il vuoto che sostiene.
La tridimensionalità è ciò che fa della forma un’autentica esperienza. È la spirale che avvolge la colonna vertebrale, il bacino che dipinge cerchi invisibili, le scapole che si muovono come ali silenziose. È il gesto che non si limita a “fare” qualcosa, ma abita lo spazio, lo modella, lo lascia vibrare. E’ ingresso nel mondo del corpo Leib, il corpo vissuto, corpo di cui fare esperienza, che lascia sullo sfondo il corpo Korper, il corpo oggetto, corpo misurabile, che è invece tristemente in primo piano nei vari protocolli e corsi fitness delle palestre così come nel Tai Chi Chuan dell’imitazione, del ‘copia ed incolla’ di un modello dato.
Praticare in tre dimensioni significa ritrovare la nostra architettura naturale: Un corpo che non spinge, ma si lascia portare; non forza, ma orienta; non imita, ma scopre.
Nel nostro vivere quotidiano agiamo, consapevolmente o meno, con umovimenti circolari, ondulatori, tridimensionali e rotatori: Praticareu n autentico Tai Chi Chuan, come avviene qui allo Spirito Ribelle con il ‘Tai Chi Chuan della Grande Onda’, significa agire e muoversi nello spazio in modo fluido e senza blocchi, agendo di corpo Leib in modo armonioso e sollecitando consapevolmente e non per imitazione muscolatura, articolazioni e tessuto connettivo in ogni direzione.
Nel movimento tridimensionale, il Tai Chi Chuan rivela sua sorgente: Un’arte che per essere tale non si apprende con gli occhi né tanto meno con l’imitazione di un modello, ma con la pelle, con il respiro, con la memoria profonda del corpo. Un’arte che non si muove nello spazio, bensì lo crea.




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