giovedì 16 luglio 2026

Lo stile Sun: Un laboratorio di rinascita

 

Durante questi anni di pratica con il Maestro Xia Chao Zen, è emersa una necessità sottile e profonda insieme, quella di trovare una sequenza che fosse per così dire ‘vergine’, non contaminata dai decenni di miei apprendimenti precedenti. Una forma capace di diventare laboratorio, crogiolo, spazio di ascolto puro. Una forma che non chiedesse di essere interpretata, ma semplicemente vissuta, abitata.

Con il sostegno del Maestro, la scelta è caduta sul taolu di Tai Chi Chuan dello stile Sun. Una via che non avevo mai percorso, un percorso che non portava con sé alcuna memoria muscolare, alcuna abitudine, alcuna traccia del mio passato.

Lo stile del Maestro Sun Lutang (1), ovvero l’arte che scivola e trafigge

Lo stile Sun è un paradosso vivente in quanto si sostanzia di posizioni piccole e alte e gestualità misurata e lineare (tutto il contrario degli stili Chen e Yang), movimenti che sembrano sfiorare l’aria più che tagliarla. Eppure, sotto questa apparente delicatezza, pulsa la potenza dello Xing Yi Quan, arte interna di cui Sun Lutang fu maestro eccellente.

Nella forma Sun convivono, simili a tre fiumi che scorrono nello stesso letto, Tai Chi Chuan, Xing Yi e Pa Kwa, le tre grandi anime del Neijia Kung fu (2). Ogni gesto è un incontro di spirali, linee rette, onde che si raccolgono e si infrangono.

Ricordo che, decenni fa, avevo attraversato lo studio dello Xing Yi, prima di abbandonarlo per dedicarmi al Wing Chun. E proprio qui, in questa nuova forma, ho ritrovato un’antica intuizione: Il Wing Chun come filiazione meridionale (3) dello Xing Yi Quan, come eco di una radice che non ho mai smesso di coltivare.

Scivolare come serpe, colpire come onda

Praticare uno stile di Tai Chi Chuan in cui lo Xing Yi è così radicato significa entrare in un paesaggio marziale che mi appartiene da sempre. Si scivola fluidi come una serpe, si sfonda l’obiettivo come un’onda in piena.


La forma dell’arte è morbida e sinuosa, la sua applicazione è dura e diretta. La sua forza intrinseca è immensa.” (Chen Zhengze, introduzione a ‘Tai Ji Quan’ di Sun Lutang)

Ogni movimento è un confronto vivo tra morbidezza e penetrazione, tra vuoto e pieno, tra ascolto e impatto.

Wu Ji, la radice silenziosa

La forma Sun è ricca di momenti dedicati alla coltivazione dell’energia interna. Si scopre il Wu Ji come radice, il punto zero, la quiete primordiale, il grembo da cui nasce ogni gesto.

E si scopre la gestualità ricorrente di aprire e chiudere le mani, come un respiro delle palme, come un richiamo dell’energia che si espande e si raccoglie. Un gesto semplice, ma capace di nutrire l’intero corpo marziale.

Crescere nella forma, crescere nella vita

Questa nuova pratica non è solo un esercizio tecnico, è un’esperienza trasformativa. Un cammino che in cui procedo lentamente, passo dopo passo, è come goccia che scava la pietra.

La forma Sun diventa così un luogo di rinascita, un modo per ritrovare l’innocenza del principiante, la libertà dell’esploratore, la profondità del praticante che non smette mai di interrogarsi.

E mentre la forma cresce dentro di me, anche io cresco dentro la forma.



1. Sun Lutang (1861 – 1933). Biografie accurate su di lui e sul suo ingegno nelle Arti Marziali cosiddette ‘interne’ si trovano in due suoi libri editi da Luni Editrice: ‘Tai Ji Quan’ e ‘Xing Yi Quan’.

2. Lo stesso che avviene, ma in ben diversa misura ed intensità, nella ‘Forma di Sintesi’ come praticata qui allo Spirito Ribelle.

3. Se la maggior parte delle annotazioni sul Wing Chun lo danno originario del tempio di Shaolin o di fuoriusciti dal tempio e comunque come stile autonomo, una pur piccola parte di studiosi avanza l’ipotesi che esso nacque dal ceppo dello Xing Yi Quan.




Nessun commento:

Posta un commento