domenica 8 novembre 2026

Il significato della lotta


 Tra gli alberi del Candia, il nostro Dojo a cielo aperto, l'aria autunnale è ancora sorprendentemente calda e il cielo azzurro.

Le movenze, ora fluide e leggere, ora piene e pesanti, mostrano corpi volteggiare a fendere l'aria che la modesta natura metropolitana racchiude in arabeschi antichi.

Nel minuscolo clan Spirito Ribelle, ognuno è al contempo solo, preso dall'immagine del vuoto.
Ognuno sente presente il suo solitario soma ascoltando il palpitare del cuore.
In mezzo a tronchi rattrappiti e cespugli sventrati, in mezzo a massicci palazzi bucati qua e là dalle luci fioche di stanze e cucine, noi marzialisti Spirito Ribelle abitiamo fugaci momenti di assoluta verità.
Il mondo attorno è lì, attraversato da una forma Tai Chi Chuan, colpito da feroci movenze Kenpo Taikiken, blandito dalla camminata in cerchio Pa Kwa / Hakkeshou, e si mostra nel proprio esistere.

Ogni autentica passione accompagna a chiazze di verità; dentro uno spazio inusuale, dove sensazioni ed emozioni penetrano profondamente portando a galla parti di sé dimenticate o vilmente rifiutate: E' la Via del guerriero, ragazzo. Che tu ci creda o meno. Che tu ti ci affidi o meno. Ma se sei dentro, lo sai. Puoi fuggire, puoi negarti, ma sai che stai voltando le spalle al tuo autentico TE, che stai ingannando il tuo autentico TE, e così smettere di praticare o nasconderti in una delle mille e mille pratiche di plastica e bugie vendute sul mercato delle Arti Marziali in negozi dai nomi esotici o pomposi.
Noi Spirito Ribelle, pochi ma buoni, quelli rimasti, continuiamo la strada, lungo la Via.
La fine della lezione, aperta col sole, giunge sempre nel mezzo del crepuscolo.
Sorrisi sereni e sguardi complici, nel clan Spirito Ribelle. Alla prossima!!



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