C’è un momento del giorno in cui la luce non sa se restare a farmi compagni o scomparire.
In quel fragile varco si inserisce il passo di chi ascolta, di me che pratico Spirito Ribelle.
Tutto intorno a me diviene un’eco che risuona soffuso.
Ogni mio respiro, ogni mio gesto vibra appena, sollecitando piano miti e leggende antichi.
Ed io inanello movenze leggere e chiusure forti, tocchi lievi ed evitamenti rapidi, portando in superficie qualcosa che odora di arcaico.
Un praticare che comprende l’essere fatto di passaggi, di attese, di ricordi sepolti nel passato che rinascono nella veste obbligata del terzo millennio.
“a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione”, scriveva Gianni Rodari. Io ci credo ed offro questo mio sogno - guida a chiunque, con me, pratichi Spirito Ribelle.

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